CILA, SCIA e pratica strutturale: quali differenze
Quando un intervento interessa un edificio, la domanda «serve una CILA o una SCIA?» non basta sempre a definire gli adempimenti. Il titolo edilizio comunale e la pratica strutturale rispondono infatti a controlli differenti: il primo riguarda la legittimità urbanistico-edilizia delle opere, la seconda la sicurezza delle strutture e il rispetto della disciplina sismica.
Per questo una SCIA presentata al Comune non sostituisce automaticamente il deposito o l’autorizzazione su OPENGENIO. Allo stesso modo, una pratica strutturale accettata dalla Regione non rende da sola legittimo l’intervento sotto il profilo edilizio, urbanistico o paesaggistico.
Due procedimenti, due domande diverse
Il procedimento edilizio verifica quale regime amministrativo si applica alle opere e se il progetto è coerente con lo stato legittimo dell’immobile, gli strumenti urbanistici, il regolamento edilizio e gli eventuali vincoli.
La procedura strutturale verifica invece il progetto esecutivo delle strutture secondo il D.P.R. 380/2001, le Norme Tecniche per le Costruzioni e, nel Lazio, il Regolamento regionale n. 26/2020. Il progetto deve essere coerente con quello architettonico, ma conserva finalità, elaborati e responsabilità proprie.
In forma sintetica:
Profilo da verificare | Procedimento principale | Amministrazione o piattaforma |
Conformità edilizia e urbanistica | CILA, SCIA, SCIA alternativa o permesso di costruire, secondo il caso | SUE o SUAP competente |
Sicurezza strutturale e disciplina sismica | Denuncia, deposito o autorizzazione secondo la classificazione dell’intervento | Regione Lazio e OPENGENIO |
Vincoli paesaggistici, culturali o idrogeologici | Atto di assenso previsto dalla normativa di settore | Ente competente |
Aggiornamento catastale | Eventuale dichiarazione di variazione dopo le opere | Agenzia delle Entrate |
La presenza di una riga non esclude le altre. Uno stesso intervento può richiedere più adempimenti coordinati.
Quando si usa la CILA
La comunicazione di inizio lavori asseverata, disciplinata dall’articolo 6-bis del D.P.R. 380/2001, opera in via residuale per gli interventi che non ricadono nell’edilizia libera e non sono assoggettati a SCIA o a permesso di costruire.
Nella pratica riguarda soprattutto opere interne e manutenzioni che non interessano le parti strutturali, purché siano rispettate le altre normative applicabili. Spostare una parete non portante o rinnovare la distribuzione interna può rientrare in CILA, ma solo dopo avere verificato lo stato legittimo, la natura effettiva degli elementi coinvolti, i vincoli e la disciplina locale.
La CILA non deve quindi essere scelta soltanto perché il lavoro appare piccolo o economicamente limitato. Se le opere riguardano parti strutturali, occorre verificare il diverso regime previsto dall’articolo 22 e gli adempimenti sismici.
Quando si usa la SCIA
L’articolo 22 del D.P.R. 380/2001 assoggetta a SCIA, tra gli altri:
gli interventi di manutenzione straordinaria che riguardano parti strutturali dell’edificio o prospetti;
gli interventi di restauro e risanamento conservativo che riguardano parti strutturali;
gli interventi di ristrutturazione edilizia diversi da quelli riservati al permesso di costruire dall’articolo 10.
Un’apertura in una parete portante, per esempio, non può essere inquadrata come semplice spostamento di un tramezzo. Deve essere valutata sotto il profilo edilizio e strutturale; la classificazione come intervento locale dipende dalle verifiche progettuali e non dal solo nome della lavorazione.
La SCIA consente normalmente l’avvio dell’attività dalla presentazione, ma questa regola non supera gli atti di assenso o le autorizzazioni preventive richiesti da altre discipline. Se l’intervento necessita di autorizzazione sismica, paesaggistica o di un altro provvedimento presupposto, i lavori non possono iniziare ignorando tale condizione.
Quando serve il permesso di costruire
Il permesso di costruire è il titolo espresso previsto, in particolare, per gli interventi indicati dall’articolo 10 del D.P.R. 380/2001, tra cui le nuove costruzioni, le ristrutturazioni urbanistiche e determinate ristrutturazioni edilizie di maggiore incidenza.
Per alcune opere l’articolo 23 consente la SCIA alternativa al permesso di costruire. Non è però una scelta libera da effettuare per comodità: occorre che ricorrano i presupposti normativi e devono essere rispettati termini e atti di assenso applicabili.
I portali istituzionali di Anzio, Nettuno e Aprilia distinguono CILA, SCIA, SCIA alternativa e permesso di costruire. Il Comune di Aprilia ricorda inoltre che solo il permesso di costruire comporta il rilascio di un titolo espresso, mentre CILA e SCIA sono comunicazioni o segnalazioni. Modulistica, diritti, modalità di trasmissione e documenti richiesti devono sempre essere controllati sul SUE competente al momento della presentazione.
Come si affianca la pratica strutturale nel Lazio
Per le costruzioni in zona sismica, gli articoli 93, 94 e 94-bis del D.P.R. 380/2001 disciplinano la denuncia dei lavori e i relativi controlli. L’articolo 94-bis distingue gli interventi rilevanti, quelli di minore rilevanza e quelli privi di rilevanza nei riguardi della pubblica incolumità.
Nel Lazio il Regolamento regionale n. 26/2020 e la relativa Tabella A specificano l’inquadramento procedurale. Le pratiche sono gestite tramite OPENGENIO:
gli interventi rilevanti richiedono l’autorizzazione sismica preventiva;
per gli interventi di minore rilevanza si applicano le procedure regionali di deposito e controllo, anche a campione, previste dal regolamento;
gli interventi privi di rilevanza seguono il regime individuato dalla disciplina regionale.
La categoria deve essere motivata sulla base delle opere, del sistema strutturale, della zona sismica, della classe d’uso e degli effetti sulla costruzione. Non può essere dedotta automaticamente dal titolo edilizio.
Tre esempi per capire il coordinamento
Spostamento di un tramezzo non portante
Può rientrare in CILA se non ricade in edilizia libera, non interessa strutture e non sono presenti condizioni che impongono un titolo diverso. Prima di presentarla occorre accertare che la parete sia realmente non strutturale e verificare lo stato legittimo e gli eventuali vincoli.
Apertura in una parete portante
L’opera interessa una parte strutturale e richiede normalmente una SCIA edilizia, oltre al progetto e alla procedura strutturale applicabile nel Lazio. La verifica deve riguardare lo stato di fatto e quello di progetto, dimostrando gli effetti dell’apertura e delle eventuali opere di rinforzo.
Ampliamento strutturalmente collegato
L’intervento può richiedere il permesso di costruire o, nei casi ammessi, la SCIA alternativa. Sul piano strutturale può inoltre comportare una valutazione globale e, ricorrendone le condizioni, l’adeguamento della costruzione. L’autorizzazione sismica e il titolo edilizio devono essere entrambi efficaci prima dell’avvio delle opere per cui sono prescritti.
Gli esempi hanno solo funzione orientativa: la stessa descrizione commerciale può corrispondere a regimi diversi in funzione dell’edificio e del progetto reale.
L’ordine corretto prima del cantiere
Una verifica coordinata riduce il rischio di presentare pratiche tra loro incoerenti. Il percorso dovrebbe comprendere:
accesso ai titoli edilizi e alle precedenti pratiche strutturali;
rilievo dello stato attuale e verifica dello stato legittimo;
definizione precisa delle opere e dei loro effetti;
individuazione del titolo edilizio e degli eventuali atti di assenso;
classificazione dell’intervento strutturale e redazione del progetto esecutivo;
coordinamento tra elaborati architettonici e strutturali;
presentazione delle pratiche al SUE e su OPENGENIO secondo la sequenza applicabile;
inizio dei lavori soltanto quando tutti i presupposti richiesti risultano soddisfatti.
Partire dal nome della pratica, invece che dalle caratteristiche dell’intervento, può produrre errori: una CILA non trasforma un’opera strutturale in lavoro leggero e un deposito sismico non sana una difformità edilizia.
Cosa verificare ad Anzio, Nettuno e Aprilia
La disciplina nazionale stabilisce i regimi principali, mentre il Comune gestisce il procedimento edilizio e applica gli strumenti urbanistici, il regolamento edilizio e le modalità operative del proprio sportello.
Prima della presentazione è quindi necessario controllare:
il portale SUE utilizzato dal Comune;
la modulistica regionale aggiornata, recepita nel Lazio con la determinazione n. G05745 del 9 maggio 2025;
diritti di segreteria e modalità di pagamento;
documenti richiesti e formato degli elaborati;
presenza di vincoli e competenza degli enti coinvolti;
coerenza con la pratica OPENGENIO e con gli elaborati strutturali.
Per impostare correttamente un intervento è possibile consultare i servizi di pratiche edilizie e Genio Civile e progettazione strutturale, leggere la guida su intervento locale, miglioramento e adeguamento sismico oppure richiedere un contatto.
Questo articolo ha finalità informativa. Il titolo edilizio, la classificazione strutturale e la sequenza delle procedure devono essere definiti sul caso concreto dopo l’esame dell’immobile, dei documenti disponibili, delle opere e dei vincoli applicabili.
Fonti ufficiali verificate
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, articoli 6-bis, 10, 22, 23, 93, 94 e 94-bis: https://www.normattiva.it/
D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 222 e Tabella A: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.codiceRedazionale=16G00237&atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-11-26&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Linee di indirizzo sul D.L. Salva Casa, 30 gennaio 2025: https://www.mit.gov.it/linee-guida-dl-salva-casa
Regione Lazio, Regolamento regionale 26 ottobre 2020, n. 26, testo coordinato: https://www.regione.lazio.it/regolamenti-regionali-testo-coordinato/regolamento-regionale-26-ottobre-2020-n-26/14052021
Regione Lazio, autorizzazioni sismiche e OPENGENIO: https://www.regione.lazio.it/cittadini/lavori-pubblici-infrastrutture/autorizzazioni-sismiche
Regione Lazio, determinazione n. G05745 del 9 maggio 2025 e modulistica edilizia aggiornata: https://www.regione.lazio.it/documenti/85987
Comune di Anzio, Servizio pianificazione urbanistica ed edilizia privata: https://www.comune.anzio.roma.it/unita-organizzativa/servizio-pianificazione-urbanistica-e-territoriale-edilizia-privata-ed-espropri
Comune di Nettuno, Sportello Unico dell’Edilizia: https://comune.nettuno.roma.it/unita-organizzativa/pianificazione-urbanistica-e-controllo-del-territorio
Comune di Aprilia, Sportello Unico per l’Edilizia: https://www.comune.aprilia.lt.it/servizi/sportello-unico-ledilizia-sue



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